Notizie dagli Associati

Alessandro De Besi, Presidente della De Besi – Di Giacomo SpA, è stato nominato Presidente della World Federation of Insurance Intermediaries (WFII), Federazione che rappresenta gli intermediari (agenti e broker assicurativi) dei 5 continenti. Fondata nel 1999, l’obiettivo di WFII è quello di promuovere il ruolo vitale degli intermediari assicurativi nell’economia di oggi (www.wfii.net).

È la prima volta che un italiano viene scelto per guidare la World Federation of Insurance Intermediaries (WFII).

Alessandro De Besi è stato già Presidente anche del BIPAR dal 2013 al 2015, la Federazione Europea degli Intermediari assicurativi, alla quale aderiscono le associazioni di intermediari italiane ACB e AIBA (per i broker) nonchè Anapa e SNA (per gli agenti). È inoltre componente del Consiglio Direttivo di AIBA e da oltre 20 anni è anche Presidente dell’EIB Consortium.

| Sito De Besi – Di Giacomo SpA |

L’ultimo shopping italiano oltremanica porta la data di due giorni fa. Il gruppo veneto Irsap – 140 milioni di consolidato 2016 nei settori riscaldamento e condizionamento – ha acquistato la britannica UK Heating Group, il principale distributore di radiatori nel Regno Unito (12 milioni di euro di fatturato). Se la coincidenza temporale tra l’annunciato avvio di Brexit e il battesimo di un’operazione imprenditoriale è casuale, le aziende italiane alternano ottimismo a cauta preoccupazione. Perché Brexit può restituire politicamente spazio all’Italia, tra Francia e Germania. Ma, spiega Aaron Pugliesi, segretario generale della Camera di Commercio italo-britannica «da cosa può cambiare per gli studenti a eventuali novità in dogana. Sino a come comportarsi con l’Iva o al ritorno di certificazioni archiviate da tempo, tra gli imprenditori crescono domande e preoccupazioni». Per Stefano Bigi (di Bigi Cravatte Milano, 2 milioni di fatturato e 25 addetti) il Regno Unito è mercato di export ma anche di acquisto: «Acquistiamo lì le sete che sbarcano a Londra dalla Cina e rivendiamo alla City il prodotto finito. Con il ridimensionamento della sterlina è stato più semplice acquistare e anche la domanda interna ha tirato bene. Ma il timore che Brexit porterà un aggravio di documentazione e certificazioni doganali, modifiche al regime Iva, non è poca cosa per un’impresa piccola che non ha personale dedicato».

| Sito Irsap |

Chiesi Farmaceutici ha finalizzato l’acquisizione, dall’americana The Medicines Company, dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di tre farmaci ad uso ospedaliero, già approvati per il mercato americano. Si tratta dell’antiaggregante Kengreal, dell’antipertensivo Cleviprex e dell’anticoagulante per iniezione ArgatrobanTM (50 mg per 50 mL), che vanno ad arricchire il portfolio Chiesi in area cardiovascolare. Lo ha comunicato Chiesi che, in linea con l’accordo, verserà all’azienda Usa un acconto immediato di circa 262 milioni di dollari, cui faranno seguito ulteriori pagamenti fino a 480 milioni in base al fatturato generato dai prodotti e il pagamento obbligatorio delle royalty. «La presenza del gruppo a livello mondiale si fa sempre più pronunciata, non solo grazie al fatturato derivante dall’export, che nel 2015 ha superato l’80%, ma soprattutto grazie a una visione che vede nell’internazionalizzazione un asset strategico importante per la crescita del business nelle aree chiave per Chiesi», ha affermato il ceo di Chiesi, Ugo Di Francesco, per il quale «la presenza di Chiesi negli Usa gioca ruolo forza quando si parla di strategie di investimento a livello globale: il mercato statunitense offre infatti grandi opportunità di crescita potenziali. Il nostro team sta lavorando attivamente in questo senso e in previsione di un’ulteriore crescita futura del gruppo negli Stati Uniti».
| Sito Chiesi Farmaceutic|

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Tra i 25 imprenditori insigniti, ci sono tre donne.

“Il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro è disciplinato dalla legge 194/1986. Le fasi del processo di selezione sono coordinate dal ministro dello Sviluppo economico”

Ecco i nomi degli insigniti:

Guglielmo Bedeschi (Veneto, industria meccanica);
Sandro Boscaini (Veneto, industria vitivinicola);
Massimo Bucci (Emilia Romagna, industria meccanica);
Alberto Armando Candela (Lombardia, industria cancelleria e belle arti);
Ettore Caselli (Emilia Romagna, servizi finanziari-credito);
Alvaro Cesaroni (Marche, industria meccatronica);
Gabriele Clementi (Toscana, industria elettronica);
Roberto Colombo (Piemonte, industria tessile-abbigliamento);
Pierluigi Coppo (Lombardia, industria complementi d’arredo);
Francesca Cozzani (Liguria, industria, maufatti in metallo);
Giampaolo Dallara (Emilia Romagna, industria automobilistica);
Fabrizio Di Amato (Lazio, servizi di ingegneria);
Maria Bianca Farina (amministratore delegato di Poste Vita);
Paolo Fazioli (Friuli Venezia Giulia, artigianato-fabbrica di pianoforti);
Claudio Marenzi (Piemonte, industria di abbigliamento);
Carlo Molteni (Lombardia, industria dell’arredamento);
Fulvio Montipò (Emilia Romagna, industria meccanica);
Massimo Moschini (Campania, industria spedizioni-logistica);
Paolo Nocentini (Toscana, industria turismo);
Luca Pietro Guido Patané (Lombardia, industria metallurgica);
Pierino Persico (Lombardia, industria elettromeccanica);
Alberto Peyrani (Piemonte, attrezzature da trasporto);
Nicola Giorgio Pino (Campania, industria occhialeria e ottica);
Dino Ermenegildo Tabacchi (Veneto, inudstria chimica-cosmetica);
Daniela Villa (Lombardia, Industria chimica/cosmetica).

La De Besi – Di Giacomo SpA, nell’ambito della sua attività di consulenza ed intermediazione assicurativa, ha ricevuto il premio quale Miglior Broker dell’Anno.
Nella consueta edizione annuale degli Insurance & Previdenza Awards di MF – Milano Finanza, tenutasi il 10 maggio alle Officine del Volo a Milano, Andrea Di Giacomo, Amministratore Delegato della società, ha ritirato il prestigioso riconoscimento.
Fondata nel 1959 da Antonio De Besi e Doriano Di Giacomo, la Società mette al primo posto i clienti, affiancandoli costantemente per dare loro un servizio di eccellenza in Italia ed all’estero.
La nuova scelta vincente per la De Besi – Di Giacomo è infatti rappresentata sempre più dal mercato internazionale, come dimostra l’importante presenza dal 2011 nella piùgrande rete di broker indipendenti al mondo, il WBN (Worldwide Broker Network).
| Sito De Besi – Di Giacomo

Alanis Morissette è l’artista che firma la nuova illy Art Collection, ispirata al documentario “A Small Section of the World” prodotto da illycaffè nel 2014 e dedicato alla storia multi-generazionale di passione e tenacia di una piccola comunità di donne del caffè in Costa Rica. I versi di “The Morning”, colonna sonora del documentario, decorano la tazzina per espresso e il piattino.
Il film “A Small Section of the World”, diretto dalla regista Premio Oscar Lesley Chilcott, prende ispirazione dalla storia della nascita di Asomobi Asociación de Mujeres Organizadas de Biolley (ASOMOBI), la prima associazione di donne produttrici del caffè del Paese. Un viaggio emozionale alla scoperta di come una tazza di caffè abbia trasformato la vita di molte donne e abbia permesso loro di far emergere il proprio potenziale.
La sostenibilità sociale è un tema molto caro ad illy che dedica particolare attenzione al ruolo delle donne nel mondo del caffè, promuovendo e sostenendo la loro formazione. Infatti il ricavato derivante dalle vendite della illy Art Collection di Alanis Morissette e dai download della  canzone “The Morning” da iTunes costituiscono un supporto concreto al percorso di istruzione ed emancipazione delle donne che lavorano  nella filiera del caffè.
La collezione firmata dalla pluripremiata artista americana sarà disponibile in anteprima per due mesi a bordo della flotta Costa Crociere, con cui illy ha stretto sempre nel 2014 un importante accordo di collaborazione e con cui condivide i valori e l’impegno nell’ambito della sostenibilità.
Da metà giugno sarà possibile acquistare la illy Art Collection, composta da 2 tazzine espresso con lo stesso decoro, il dvd “A Small Section of the World” e un barattolo da 250gr di caffè illy, nei punti vendita illy e sul sito www.illy.com.
La confezione contenente due tazzine espresso, un DVD e un barattolo 250gr ha un prezzo di € 45,00.
| Sito illy

Dopo i riconoscimenti ricevuti negli ultimi tempi tra cui il primo posto nel test comparativo fra i maggiori produttori di pasta secca della rivista «Il Test – Salvagente»; il primo posto al Premio Food 2016 nella categoria «Primi piatti» e il terzo nella categoria packaging, vinti entrambi con la pasta senza glutine, e la vittoria del Quality Award 2016 nella categoria Pasta e Pasta senza glutine, arriva per Rummo un’altra gratificazione. Lo scorso 31 marzo in occasione dell’assemblea annuale, Konsumer Italia, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, ha consegnato il premio «ImpresAmica» al pastificio Rummo, considerato una vera e propria eccellenza del mercato italiano. Quello di Konsumer Italia è un riconoscimento per le imprese «amiche» dei consumatori perché attente all’ambiente, al territorio, all’innovazione sostenibile.
«Il consumerismo non può essere solo protesta e denuncia – afferma Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia – ma le Associazioni dei Consumatori devono prendersi la responsabilità di individuare le eccellenze, soprattutto facendosi affiancare dalla ricerca scientifica universitaria e fare una promozione del consumo responsabile e consapevole sulla base delle risultanze comuni».
L’alluvione del Sannio, che ha colpito il pastificio Rummo lo scorso 15 ottobre, ha visto in prima linea nelle attività di soccorso alle popolazioni, con raccolte di viveri e vestiario, anche Konsumer Italia. Ed è stato in quella circostanza che l’associazione ha notato quanto Rummo con determinazione e spirito di squadra abbia saputo non solo far riprendere produzione e distribuzione, ma anche conservare l’eccellenza del prodotto.
| Sito Rummo

La famiglia Damiani annuncia di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione della quota di maggioranza del capitale sociale di Venini, azienda nata nel 1921 che con i suoi 95 anni di storia è sinonimo di made in Italy nelle lavorazioni artistiche del vetro. Fin dalla fondazione è stata protagonista del distretto produttivo di Murano, contribuendo al rinnovamento e, soprattutto, alla riqualificazione di un’attività plurisecolare qual è quella vetraria.
L’avvocato milanese Paolo Venini, fondatore dell’azienda, si è distinto fin da subito per la sua capacità di attirare artisti, architetti e designer di talento. Durante la sua storia Venini ha collaborato con i migliori architetti e designer mondiali come Tomaso Buzzi, il pluripremiato Tobia Scarpa e suo padre Carlo Scarpa, la ceramista svedese Tyra Lundgren, i fratelli Fernando e Humberto Campana il pittore e stilista americano Ken Scott, Fulvio Bianconi, il designer e scultore finlandese Tapio Wirkkala e, ancora, Alessandro Mendini, il giapponese Tadao Ando, Gio Ponti, Gae Aulenti, Ettore Sottsass e Massimiliano Fuksas.
Venini Spa conta attualmente circa 80 dipendenti ed è distribuita in vari paesi in tutto il mondo, specialmente in Europa, in Asia e nel Nord America.
Il museo Venini espone 45.000 disegni, 6000 foto d’epoca e 4000 opere d’arte.
Le opere di Venini, uniche per importanza nell’arte vetraria, sono presenti in molti libri e sono esposte nei musei d’arte di tutto il mondo tra cui la Fondazione Cartier di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum e il MOMA di New York e la Triennale di Milano.
Nel negozio di Venini di Piazza San Marco a Venezia e all’interno della fornace di Murano sono state girate alcune scene del film 007 Moonraker del 1979.
“Venini – ha commentato Guido Damiani, Presidente del Gruppo Damiani – è una realtà unica al mondo che vanta una tradizione di eccellenza, creatività, artigianalità made in Italy e unicità. Questi sono i valori chiave che da sempre guidano la società unitamente ad una profonda passione per l’arte. Sin dalla nascita Venini ha potuto contare sulla disponibilità in loco di un know-how esclusivo e antico qual è quello di Murano.
Sono gli stessi punti di forza che da sempre caratterizzano il gruppo Damiani e la famiglia, uniti alla profonda passione per un’arte, quella orafa, che si tramanda di padre in figlio”.
Giancarlo Chimento Presidente e socio di Venini ha dichiarato: “La famiglia Damiani è il partner giusto: i valori comuni, la conoscenza del mondo del lusso e l’essere ambasciatore della migliore tradizione orafa made in Italy nel mondo garantiranno un sicuro sviluppo e una crescita della società anche a livello internazionale”.
Le famiglia Chimento e Tabacchi, che avevano acquisito l’azienda nel 2001, rimarranno nella compagine azionaria con il 40% e la famiglia Chimento continuerà a svolgere un proprio ruolo operativo nella gestione della società coadiuvando Damiani nelle nuove strategie di crescita.
Nell’operazione, Venini Holding e Giancarlo Chimento per conto del Socio unico, si sono avvalsi della consulenza legale dell’avv. Susanna Rizzieri dello Studio Legale Rizzieri di Padova e dell’advisor dott. Bruno Savio dello Studio Savio & Partners di Vicenza, assieme alla divisione M&A di UBI.
Damiani è stata assistita nell’operazione dal Dott. Giancarlo Malerba e dall’Avv. Giancarlo Cortese dello Studio Biscozzi Nobili di Milano.
L’acquisizione si inserisce nella strategia dei fratelli Damiani di investire e sviluppare brand di lusso e storici, come Damiani, Salvini, Rocca, Calderoni e Pomellato.
| Sito Damiani |

Beretta Holding, il colosso italiano delle armi fondato nel 1526, si espande ancora negli Usa, con un’acquisizione che è insieme un’operazione finanziaria e di tecnologia e know how avanzato. Nel mirino è il caso di dirlo sono finite due società specializzate nei dispositivi per la visione notturna, gli strumenti utilizzati dalle truppe speciali delle forze armate Usa durante le missioni: ottiche di puntamento, binocoli, puntatori laser e dispositivi portatili di illuminazione.
L’operazione del valore di alcune decine di milioni di euro (la cifra precisa non è stata resa nota) e finanziata totalmente con mezzi propri servirà al gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta per ampliare la copertura di questo importante segmento del mercato e della ricerca e sviluppo, nonché per potenziare la presenza della multinazionale negli Stati Uniti.
L’acquisizione è avvenuta lo scorso 31 dicembre attraverso la controllata tedesca Steiner. Sono state rilevate dal gruppo americano O’Gara le controllate Sts, con sede a Beavercreek in Ohio (Usa), e Diffraction Ltd, con sede a Burlington in Vermont (Usa). «Le società offrono alcune delle soluzioni più sofisticate nell’ambito della visione notturna e delle tecnologie collegate», spiega una nota della società di Gardone Val Trompia (Brescia), «e costituiscono un importante completamento strategico dell’offerta del gruppo nel campo dell’opto-elettronica, che già oggi pesa per circa il 15% sul totale fatturato di gruppo. L’offerta include prodotti di assoluta avanguardia tecnologica a livello mondiale che vengono utilizzati prevalentemente dai corpi speciali dei principali Paesi occidentali, dagli Usa (tutte le forze militari e molte agenzie governative e di ordine pubblico) a molteplici altre agenzie del mondo (fra cui Canada, Uk, Francia, Germania, Italia, Francia, Svizzera, Norvegia».
Beretta si espande così ulteriormente negli Stati Uniti, mercato che complessivamente vale «oltre i150% del fatturato». «Proseguiremo nel nostro processo di internazionalizzazione e di investimenti in ricerca & sviluppo per supportare la crescita di tutte le società del gruppo e ideare prodotti e soluzioni sempre più innovative e competitive», ha dichiarato Pietro Gussalli Beretta, presidente e amministratore delegato di Beretta Holding. Nel 2014 ultimi dati pubblici Beretta Holding ha avuto ricavi consolidati per 623 milioni di euro, margine operativo lordo (ebitda) di 89,3 milioni e un utile netto a 40 milioni.
| Sito Beretta |

Sarà la Ferrero, la Luxottica o la Campari a firmare la prima acquisizione dell’anno? “Il 2015 è stato segnato dalla cessione di alcune storiche aziende di famiglia – spiega Max Fiani, partner Kpmg – mi riferisco a Italcementi e Pirelli. Ci auguriamo che il 2016 sia l’anno delle acquisizioni, potrebbero tornare a muoversi alcuni dei cosiddetti “acquisitori seriali” che quest’anno sono rimasti tranquilli, come Campari, Enel, Hera, A2A, Prysmian, Dea, ecc. e potrebbero emergere protagonisti nuovi del mercato l’m&a”. Per esempio Ferrero, che ha appena comperato l’inglese Grant Thornton per 150 milioni ma secondo gli addetti ai lavori potrebbe investire fino a 10 miliardi per raddoppiare di taglia. Dopo che il ceo Giovanni Ferrero ha annunciato il cambio di strategia rispetto alla linea conservatrice del passato sono in tanti ad aspettare la prossima mossa.
Alcuni grandi gruppi nazionali hanno già cominciato a muoversi: Exor ha in corso l’acquisizione del riassicuratore PartnerRe per 6,9 miliardi di dollari; Salini-Impregilo ha appena annunciato l’acquisizione di Lane Industries, il più grande costruttore di autostrade Usa; Danieli sta comperando Fata Finmeccanica e A2A e la società Linea Group. E dietro i grandi, stanno valutando acquisizioni i cosiddetti “serial acquiser”.
Tra i più attesi al banco dell’m&a ci sono Luxottica e Campari. Il gruppo degli occhiali ha chiuso 21 acquisizioni in otto anni, mentre quello degli spirit ha avviato una pulizia di portafoglio che gli ha consentito di accumulare liquidità da destinare allo sviluppo del core business. Dopo aver comperato Wild Turkey, il ceo Bob Kunze-concewitz potrebbe aggiungere un altro marchio globale ai sei che già possiede. Brembo, che dal 2007 ad oggi ha chiuso 15 acquisizioni, ha annunciato l’intenzione di espandere il business nel settore avio. “Nell’aerospace disponiamo già di una business unit – ha detto Alberto Bombassei – ma stiamo cercando un acceleratore: puntiamo a rilevare un’azienda da 200-400 milioni di ricavi, da portare nell’arco di qualche anno alla soglia del miliardo. Ma non stiamo nemmeno scartando di rilevare aziende attive nel settore auto”.
Nella packaging valley le punte di diamante sono la Gd e Ima. La società della famiglia Vacchi ha comperato un gruppo di aziende tedesche e in questi giorni ha ceduto il suo 50% della Cmh alla imolese Sacmi incassando una plusvalenza di 17 milioni. Nella meccanica la reggiana Interpump ha appena comperato Walvoil ma ha “in programma per il futuro acquisizioni nei mercati maturi e una nuova contemporanea espansione sui mercati in via di sviluppo”.
Sul fronte delle partecipazioni pubbliche a muovere il mercato sarà, secondo Kpmg, l’acquisizione di Metroweb da parte di Telecom e il collocamento da parte di Fsi di Kedrion, Valvitalia e Sia. Un altro gruppo dinamico è Ali, holding di 2 miliardi di fatturato controllato dalla famiglia Berti, cui fanno capo 76 brand di macchinari per la ristorazione. L’ultima acquisizione è stata chiusa negli Usa, dove Ali realizza oltre un terzo del proprio giro d’affari e intende rafforzarsi.
Vivace è anche la farmaceutica dopo la fusione tra Alfa Wassermann (Golinelli) e Sigma Tau (Cavazza). Nell’m&a Recordati, che ha già chiuso 14 acquisizioni dal 2007, prevede nuove operazioni. “Ci proponiamo accelerare la crescita – ha detto Giovanni Recordati, presidente e amministratore delegato del gruppo – perché possiamo fare alcune acquisizioni, abbiamo una posizione finanziaria molto positiva”.
Sta valutando investimenti fuori perimetro anche Chiesi Farmaceutici. “Faremo altre acquisizioni – ha detto Paolo Chiesi, presidente della Fondazione Chiesi e capo della ricerca e sviluppo del gruppo – il nostro portafoglio prodotti va alimentato con nuovi farmaci, molecole da sviluppare o nuovi marchi da promuovere”. Se quest’anno Rottapharm è stata ceduta al gruppo svedese Meda e Sorin è passata all’americana Cyberonics, ora tocca alle aziende italiane fare shopping crossboarder. Secondo Stefano Golinelli, ad di Alfa Wassermann, “il mercato globale è in fermento soprattutto in quella fascia di società di medie dimensioni che valgono tra 1 e 10 miliardi di dollari. Sono certo che vedremo ulteriori acquisizioni estere da parte di aziende italiane”.
Il buon momento che sta vivendo il food nazionale è all’origine di alcuni piani espansivi che prenderanno forma il prossimo anno. Si attendono novità da Ferrero ma anche da Bauli che è “un consolidatore sul mercato nazionale”, secondo Fiani. Nell’olio, Colavita ha annunciato di essere interessato “ad ampliare il portafoglio prodotti con altri brand tipici della cucina italiana”. La stessa Barilla, che in questi anni ha ridotto il suo indebitamente vendendo tutte le partecipazioni non core, ha promesso una crescita aggressiva in Sudamerica anche con partnership o acquisizioni. “Stiamo osservando, guardiamo ad aziende sinergiche – ha spiegato Guido Barilla – siamo aperti anche a joint venture di prodotto e di processo non solo ad acquisizioni. È un percorso lungo, non abbiamo fretta”.

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