Notizie dagli Associati

Elisabetta Fabri – Presidente ed AD di Starhotels – è stata premiata alla cerimonia di Gala della European Families in Business Conference, organizzata da Campden FB e presieduta dal Principe William Lobkowicz, che si è tenuta nel prestigioso Lobkowicz Palace di Praga.
Il più alto dei riconoscimenti, il Supreme European Family Business Award, è stato assegnato quest’anno a Starhotels, a cui Campden FB ha riconosciuto di essersi distinta per una crescita rapida e notevole segnando un +16% di revenue rispetto al 2015 – oltre che per l’impegno tangibile in opere di filantropia e social responsability.
Campden FB, parte di Campden Wealth, è un network che unisce le più autorevoli famiglie di imprenditori europei, nonché una influente pubblicazione sostenuta dal Family Business Network.
Come scrive Campden, le imprese familiari rappresentano un fattore cruciale per l’economia europea, contribuendo per oltre il 50% all’attività imprenditoriale privata nell’eurozona.
Con una giuria composta da 5 tra specialisti e leader di imprese familiari internazionali, Campden premia ogni anno le famiglie che hanno dimostrato di eccellere nell’amministrazione e nella gestione delle proprie imprese, raggiungendo una crescita sensibile del revenue e dei profitti.
““Siamo onorati di ricevere questo premio – ha dichiarato Elisabetta Fabri davanti ad un pubblico proveniente da oltre 20 Paesi – e di far parte di questo network di grande pregio, con cui condividiamo una grande passione per gli affari di famiglia. In questi anni abbiamo lavorato con energia e forte attaccamento per riposizionare il brand Starhotels, portando l’azienda ad espandersi in Italia e all’estero e migliorando la qualità dell’ ospitalità Starhotels”.
| Sito Starhotels |

Australia, Danimarca, Francia e ora anche Canada. Lavazza mette a segno un altro colpo: acquisito l’8o% della canadese Kicking Horse Coffee, società valutata intorno ai 142 milioni di euro. Il gruppo torinese subentra al fondo di private equity Swander Pace Capital e allarga così la sua presenza in Nord America, mercato fondamentale per il caffè. Che Lavazza fosse a caccia, non era un segreto. Solo pochi giorni fa l’amministratore delegato Antonio Baravalle aveva sottolineato l’impegno del gruppo nell’internazionalizzazione. Quasi una missione se si pensa alle operazioni concluse negli ultimi tempi: dal distributore Lavazza in Australia fino a Merrild in Danimarca e poi la recente acquisizione di Carte Noir in Francia. Un miliardo di euro investito tra acquisizioni e investimenti tecnici sugli impianti negli ultimi dodici mesi Il gruppo del resto ha appena presentato al mercato i dati migliori di sempre con un record di ricavi nel 2016 di 1,9 miliardi, in crescita del 29%. E con l’acquisizione canadese aggiunge un altro tassello al percorso di diversificazione internazionale. In particolare nel settore del caffè biologico e certificato. «Kicking Horse Coffee è leader in questo segmento ha sottolineato Baravalle. Negli ultimi anni è cresciuta sempre a doppia cifra e, grazie a questa acquisizione, le prospettive di sviluppo anche oltre i confini del Canada aumenteranno in maniera significativa». Elana Rosenfeld, che ha fondato Kicking Horse nel 1996, rimarrà azionista della società con una quota del 20% e continuerà a guidarla come amministratore delegato mentre Baravalle presiederà il board. L’acquisizione è nel segno del caffè biologico, un segmento che in un Paese come il Canada vale già il 10% del mercato. Kicking Horse è infatti conosciuta per la sua attenzione alla materia prima e all’ambiente, a partire dalla filiera del caffè. Ma Lavazza, che nell’operazione è stata assistita dallo studio legale Blake Cassels & Graydon di Toronto e da JPMorgan come advisor finanziario, sta puntando a giocare al tavolo dei maggiori player mondiali del caffè. L’intenzione del gruppo piemontese è quella di proseguire la strada della trasformazione partita anni fa da azienda a gestione familiare a gruppo mondiale in grado di superare i 2,2 miliardi di fatturato entro il 2020. Consolidando la sua presenza a fianco ai giganti Starbucks e Nespresso in un mercato, quello del caffè, che vale 100 miliardi. La famiglia Lavazza insomma vuole giocare la sua partita e mostra i muscoli aumentando la sua capacità di crescita. Anche con ulteriori acquisizioni. Gli occhi sono puntati su Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna.

Alessandro De Besi, Presidente della De Besi – Di Giacomo SpA, è stato nominato Presidente della World Federation of Insurance Intermediaries (WFII), Federazione che rappresenta gli intermediari (agenti e broker assicurativi) dei 5 continenti. Fondata nel 1999, l’obiettivo di WFII è quello di promuovere il ruolo vitale degli intermediari assicurativi nell’economia di oggi (www.wfii.net).

È la prima volta che un italiano viene scelto per guidare la World Federation of Insurance Intermediaries (WFII).

Alessandro De Besi è stato già Presidente anche del BIPAR dal 2013 al 2015, la Federazione Europea degli Intermediari assicurativi, alla quale aderiscono le associazioni di intermediari italiane ACB e AIBA (per i broker) nonchè Anapa e SNA (per gli agenti). È inoltre componente del Consiglio Direttivo di AIBA e da oltre 20 anni è anche Presidente dell’EIB Consortium.

| Sito De Besi – Di Giacomo SpA |

L’ultimo shopping italiano oltremanica porta la data di due giorni fa. Il gruppo veneto Irsap – 140 milioni di consolidato 2016 nei settori riscaldamento e condizionamento – ha acquistato la britannica UK Heating Group, il principale distributore di radiatori nel Regno Unito (12 milioni di euro di fatturato). Se la coincidenza temporale tra l’annunciato avvio di Brexit e il battesimo di un’operazione imprenditoriale è casuale, le aziende italiane alternano ottimismo a cauta preoccupazione. Perché Brexit può restituire politicamente spazio all’Italia, tra Francia e Germania. Ma, spiega Aaron Pugliesi, segretario generale della Camera di Commercio italo-britannica «da cosa può cambiare per gli studenti a eventuali novità in dogana. Sino a come comportarsi con l’Iva o al ritorno di certificazioni archiviate da tempo, tra gli imprenditori crescono domande e preoccupazioni». Per Stefano Bigi (di Bigi Cravatte Milano, 2 milioni di fatturato e 25 addetti) il Regno Unito è mercato di export ma anche di acquisto: «Acquistiamo lì le sete che sbarcano a Londra dalla Cina e rivendiamo alla City il prodotto finito. Con il ridimensionamento della sterlina è stato più semplice acquistare e anche la domanda interna ha tirato bene. Ma il timore che Brexit porterà un aggravio di documentazione e certificazioni doganali, modifiche al regime Iva, non è poca cosa per un’impresa piccola che non ha personale dedicato».
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Sito Irsap |

Chiesi Farmaceutici ha finalizzato l’acquisizione, dall’americana The Medicines Company, dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di tre farmaci ad uso ospedaliero, già approvati per il mercato americano. Si tratta dell’antiaggregante Kengreal, dell’antipertensivo Cleviprex e dell’anticoagulante per iniezione ArgatrobanTM (50 mg per 50 mL), che vanno ad arricchire il portfolio Chiesi in area cardiovascolare. Lo ha comunicato Chiesi che, in linea con l’accordo, verserà all’azienda Usa un acconto immediato di circa 262 milioni di dollari, cui faranno seguito ulteriori pagamenti fino a 480 milioni in base al fatturato generato dai prodotti e il pagamento obbligatorio delle royalty. «La presenza del gruppo a livello mondiale si fa sempre più pronunciata, non solo grazie al fatturato derivante dall’export, che nel 2015 ha superato l’80%, ma soprattutto grazie a una visione che vede nell’internazionalizzazione un asset strategico importante per la crescita del business nelle aree chiave per Chiesi», ha affermato il ceo di Chiesi, Ugo Di Francesco, per il quale «la presenza di Chiesi negli Usa gioca ruolo forza quando si parla di strategie di investimento a livello globale: il mercato statunitense offre infatti grandi opportunità di crescita potenziali. Il nostro team sta lavorando attivamente in questo senso e in previsione di un’ulteriore crescita futura del gruppo negli Stati Uniti».
| Sito
 Chiesi Farmaceutici |

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Tra i 25 imprenditori insigniti, ci sono tre donne.

“Il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro è disciplinato dalla legge 194/1986. Le fasi del processo di selezione sono coordinate dal ministro dello Sviluppo economico”

Ecco i nomi degli insigniti:

Guglielmo Bedeschi (Veneto, industria meccanica);
Sandro Boscaini (Veneto, industria vitivinicola);
Massimo Bucci (Emilia Romagna, industria meccanica);
Alberto Armando Candela (Lombardia, industria cancelleria e belle arti);
Ettore Caselli (Emilia Romagna, servizi finanziari-credito);
Alvaro Cesaroni (Marche, industria meccatronica);
Gabriele Clementi (Toscana, industria elettronica);
Roberto Colombo (Piemonte, industria tessile-abbigliamento);
Pierluigi Coppo (Lombardia, industria complementi d’arredo);
Francesca Cozzani (Liguria, industria, maufatti in metallo);
Giampaolo Dallara (Emilia Romagna, industria automobilistica);
Fabrizio Di Amato (Lazio, servizi di ingegneria);
Maria Bianca Farina (amministratore delegato di Poste Vita);
Paolo Fazioli (Friuli Venezia Giulia, artigianato-fabbrica di pianoforti);
Claudio Marenzi (Piemonte, industria di abbigliamento);
Carlo Molteni (Lombardia, industria dell’arredamento);
Fulvio Montipò (Emilia Romagna, industria meccanica);
Massimo Moschini (Campania, industria spedizioni-logistica);
Paolo Nocentini (Toscana, industria turismo);
Luca Pietro Guido Patané (Lombardia, industria metallurgica);
Pierino Persico (Lombardia, industria elettromeccanica);
Alberto Peyrani (Piemonte, attrezzature da trasporto);
Nicola Giorgio Pino (Campania, industria occhialeria e ottica);
Dino Ermenegildo Tabacchi (Veneto, inudstria chimica-cosmetica);
Daniela Villa (Lombardia, Industria chimica/cosmetica).

La De Besi – Di Giacomo SpA, nell’ambito della sua attività di consulenza ed intermediazione assicurativa, ha ricevuto il premio quale Miglior Broker dell’Anno.
Nella consueta edizione annuale degli Insurance & Previdenza Awards di MF – Milano Finanza, tenutasi il 10 maggio alle Officine del Volo a Milano, Andrea Di Giacomo, Amministratore Delegato della società, ha ritirato il prestigioso riconoscimento.
Fondata nel 1959 da Antonio De Besi e Doriano Di Giacomo, la Società mette al primo posto i clienti, affiancandoli costantemente per dare loro un servizio di eccellenza in Italia ed all’estero.
La nuova scelta vincente per la De Besi – Di Giacomo è infatti rappresentata sempre più dal mercato internazionale, come dimostra l’importante presenza dal 2011 nella piùgrande rete di broker indipendenti al mondo, il WBN (Worldwide Broker Network).
| Sito De Besi – Di Giacomo

Alanis Morissette è l’artista che firma la nuova illy Art Collection, ispirata al documentario “A Small Section of the World” prodotto da illycaffè nel 2014 e dedicato alla storia multi-generazionale di passione e tenacia di una piccola comunità di donne del caffè in Costa Rica. I versi di “The Morning”, colonna sonora del documentario, decorano la tazzina per espresso e il piattino.
Il film “A Small Section of the World”, diretto dalla regista Premio Oscar Lesley Chilcott, prende ispirazione dalla storia della nascita di Asomobi Asociación de Mujeres Organizadas de Biolley (ASOMOBI), la prima associazione di donne produttrici del caffè del Paese. Un viaggio emozionale alla scoperta di come una tazza di caffè abbia trasformato la vita di molte donne e abbia permesso loro di far emergere il proprio potenziale.
La sostenibilità sociale è un tema molto caro ad illy che dedica particolare attenzione al ruolo delle donne nel mondo del caffè, promuovendo e sostenendo la loro formazione. Infatti il ricavato derivante dalle vendite della illy Art Collection di Alanis Morissette e dai download della  canzone “The Morning” da iTunes costituiscono un supporto concreto al percorso di istruzione ed emancipazione delle donne che lavorano  nella filiera del caffè.
La collezione firmata dalla pluripremiata artista americana sarà disponibile in anteprima per due mesi a bordo della flotta Costa Crociere, con cui illy ha stretto sempre nel 2014 un importante accordo di collaborazione e con cui condivide i valori e l’impegno nell’ambito della sostenibilità.
Da metà giugno sarà possibile acquistare la illy Art Collection, composta da 2 tazzine espresso con lo stesso decoro, il dvd “A Small Section of the World” e un barattolo da 250gr di caffè illy, nei punti vendita illy e sul sito www.illy.com.
La confezione contenente due tazzine espresso, un DVD e un barattolo 250gr ha un prezzo di € 45,00.
| Sito illy

Dopo i riconoscimenti ricevuti negli ultimi tempi tra cui il primo posto nel test comparativo fra i maggiori produttori di pasta secca della rivista «Il Test – Salvagente»; il primo posto al Premio Food 2016 nella categoria «Primi piatti» e il terzo nella categoria packaging, vinti entrambi con la pasta senza glutine, e la vittoria del Quality Award 2016 nella categoria Pasta e Pasta senza glutine, arriva per Rummo un’altra gratificazione. Lo scorso 31 marzo in occasione dell’assemblea annuale, Konsumer Italia, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, ha consegnato il premio «ImpresAmica» al pastificio Rummo, considerato una vera e propria eccellenza del mercato italiano. Quello di Konsumer Italia è un riconoscimento per le imprese «amiche» dei consumatori perché attente all’ambiente, al territorio, all’innovazione sostenibile.
«Il consumerismo non può essere solo protesta e denuncia – afferma Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia – ma le Associazioni dei Consumatori devono prendersi la responsabilità di individuare le eccellenze, soprattutto facendosi affiancare dalla ricerca scientifica universitaria e fare una promozione del consumo responsabile e consapevole sulla base delle risultanze comuni».
L’alluvione del Sannio, che ha colpito il pastificio Rummo lo scorso 15 ottobre, ha visto in prima linea nelle attività di soccorso alle popolazioni, con raccolte di viveri e vestiario, anche Konsumer Italia. Ed è stato in quella circostanza che l’associazione ha notato quanto Rummo con determinazione e spirito di squadra abbia saputo non solo far riprendere produzione e distribuzione, ma anche conservare l’eccellenza del prodotto.
| Sito Rummo

La famiglia Damiani annuncia di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione della quota di maggioranza del capitale sociale di Venini, azienda nata nel 1921 che con i suoi 95 anni di storia è sinonimo di made in Italy nelle lavorazioni artistiche del vetro. Fin dalla fondazione è stata protagonista del distretto produttivo di Murano, contribuendo al rinnovamento e, soprattutto, alla riqualificazione di un’attività plurisecolare qual è quella vetraria.
L’avvocato milanese Paolo Venini, fondatore dell’azienda, si è distinto fin da subito per la sua capacità di attirare artisti, architetti e designer di talento. Durante la sua storia Venini ha collaborato con i migliori architetti e designer mondiali come Tomaso Buzzi, il pluripremiato Tobia Scarpa e suo padre Carlo Scarpa, la ceramista svedese Tyra Lundgren, i fratelli Fernando e Humberto Campana il pittore e stilista americano Ken Scott, Fulvio Bianconi, il designer e scultore finlandese Tapio Wirkkala e, ancora, Alessandro Mendini, il giapponese Tadao Ando, Gio Ponti, Gae Aulenti, Ettore Sottsass e Massimiliano Fuksas.
Venini Spa conta attualmente circa 80 dipendenti ed è distribuita in vari paesi in tutto il mondo, specialmente in Europa, in Asia e nel Nord America.
Il museo Venini espone 45.000 disegni, 6000 foto d’epoca e 4000 opere d’arte.
Le opere di Venini, uniche per importanza nell’arte vetraria, sono presenti in molti libri e sono esposte nei musei d’arte di tutto il mondo tra cui la Fondazione Cartier di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Metropolitan Museum e il MOMA di New York e la Triennale di Milano.
Nel negozio di Venini di Piazza San Marco a Venezia e all’interno della fornace di Murano sono state girate alcune scene del film 007 Moonraker del 1979.
“Venini – ha commentato Guido Damiani, Presidente del Gruppo Damiani – è una realtà unica al mondo che vanta una tradizione di eccellenza, creatività, artigianalità made in Italy e unicità. Questi sono i valori chiave che da sempre guidano la società unitamente ad una profonda passione per l’arte. Sin dalla nascita Venini ha potuto contare sulla disponibilità in loco di un know-how esclusivo e antico qual è quello di Murano.
Sono gli stessi punti di forza che da sempre caratterizzano il gruppo Damiani e la famiglia, uniti alla profonda passione per un’arte, quella orafa, che si tramanda di padre in figlio”.
Giancarlo Chimento Presidente e socio di Venini ha dichiarato: “La famiglia Damiani è il partner giusto: i valori comuni, la conoscenza del mondo del lusso e l’essere ambasciatore della migliore tradizione orafa made in Italy nel mondo garantiranno un sicuro sviluppo e una crescita della società anche a livello internazionale”.
Le famiglia Chimento e Tabacchi, che avevano acquisito l’azienda nel 2001, rimarranno nella compagine azionaria con il 40% e la famiglia Chimento continuerà a svolgere un proprio ruolo operativo nella gestione della società coadiuvando Damiani nelle nuove strategie di crescita.
Nell’operazione, Venini Holding e Giancarlo Chimento per conto del Socio unico, si sono avvalsi della consulenza legale dell’avv. Susanna Rizzieri dello Studio Legale Rizzieri di Padova e dell’advisor dott. Bruno Savio dello Studio Savio & Partners di Vicenza, assieme alla divisione M&A di UBI.
Damiani è stata assistita nell’operazione dal Dott. Giancarlo Malerba e dall’Avv. Giancarlo Cortese dello Studio Biscozzi Nobili di Milano.
L’acquisizione si inserisce nella strategia dei fratelli Damiani di investire e sviluppare brand di lusso e storici, come Damiani, Salvini, Rocca, Calderoni e Pomellato.
| Sito Damiani |

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